DALL’ABBANDONO AL SOSPETTO!


La replica, all’articolo pubblicato su La Repubblica Palermo del 25 febbraio 2017 della presidente della Associazione Amici di Agrigento e rappresentante del Movimento Noi Liberi, composto da 10 associazioni appartenenti alla provincia di Agrigento.

 

Dall’abbandono al sospetto!

 

Si apprende con stupore che il Palazzo d’Orleans finalmente ha deciso di occuparsi dei disabili gravissimi di tutta la Sicilia e, soprattutto di quelli residente in provincia di Agrigento, al fine di accertare se la loro disabilità sia vera o sia stata accertata con leggerezza!

Nell’interesse dei disabili, la scrivente, unitamente a tutte le associazioni della provincia di Agrigento, innanzi all’inerzia della pubblica amministrazione e alla loro inefficienza nell’erogazione dei servizi da garantire ai disabili attraverso il FNA  anni 2014/2015 – ormai protratta quindi da diversi anni – si è rivolta al Presidente Crocetta per chiedergli aiuto: evidentemente non si è stati abbastanza chiari!

Con il presente comunicato la scrivente rende noto, a chi avesse ancora qualche dubbio, che nessuna indagine, nessuna, potrà far arretrare di un solo passo il lungo e tortuoso cammino –  intrapreso dalla scrivente e da altre associazioni – diretto ad assicurare  la “Libertà” e un “vero progetto di vita” ad ogni persona diversamente abile assistita.

Ormai si è stanchi, ciò che serve dallo Stato e dalla Regione sono fatti concreti, aiuti immediati.

Il Distretto Socio Sanitario D1 – capofila Agrigento –  “ i cui disabili sono miracolosamente moltiplicati” ancora oggi il progetto  gravissimi anno 2013 è bloccato ; i disabili gravissimi hanno già da tempo segnalato alle competenti autorità giudiziarie, i disservizi da parte degli enti e chiesto di accertare le cause connesse agli stessi.

Chiaramente anche il Presidente Crocetta è a conoscenza di tale sgradevole fatto!

I disabili hanno chiesto, ancora, alla VI Commissione Regione Sicilia di essere ascoltati in ordine alle scelte operate per il riparto del Fondo di non autosufficienza anno 2015, il quale risulta, a parere di chi scrive, discriminatorio nei confronti delle persone disabili che hanno diritto a beneficiare di parte del fondo, in misura eguale ad altre persone affette da altre forme di disabilità.

Purtroppo nel Distretto Socio Sanitario D1 vi sono molte persone, affette da disabilità gravissima, dimenticate dallo Stato e dalla Regione Sicilia; chi scrive sarebbe ben felice di sapere che un ragazzo gravemente disabile non lo sia più o lo sia meno: purtroppo ciò non potrà accadere!

Queste persone hanno un nome e un cognome e chiedono rispetto, un rispetto che viene negato da una Regione che prevede, per i disabili, continue sottoposizioni a visite innanzi alle commissioni mediche.

Ed infatti: la commissione che ha esaminato i disabili gravissimi “ miracolosamente moltiplicati” , è una commissione medica dell’ASP di Agrigento, che  visita le medesime persone disabili più volte durante l’anno, ritenuto che per ogni richiesta di fruizione di servizi pubblici, è necessario ( ai fini dell’erogazione del servizio stesso) sottoporsi a visita medica.

In sintesi, ciò comporta che: i disabili, a causa delle loro gravissime condizioni, che tra l’altro necessitano di continui ricoveri e di assistenza continua, non riescano a presentare alcuna istanza o a sottoporsi alla visita medica richiesta ai fini dell’erogazione; questo farraginoso sistema, determina, di certo,

  • un risparmio di spesa per la Regione che non dovrà assistere i disabili impossibilitati, loro malgrado, a rispettare con rigore tutta la procedura richiesta;
  • la mancata fruizione di un servizio per il disabile che lo avrebbe certamente aiutato.

Ciò che stupisce in realtà, non è il  “miracolo della moltiplicazione dei disabili” né l’indagine che sarà avviata dalla Regione o da altri, bensì l’assenza della Regione Sicilia per la tutela dei deboli.

Solo per fare un esempio: con documentazione alla mano, la scrivente ha segnalato al Presidente Crocetta un dato che, per ovvie ragioni, non corrisponde alla realtà: con riguardo al Distretto Socio Sanitario D9  – comune capofila Gela – dalla tabella in allegato del DDG n. 2598 del 4 ottobre 2016  non risulta alcun disabile a cui erogare il servizio.

Ciò è un dato che non potrà mai essere coerente con la realtà e, su questo, il Presidente Crocetta sarà perfettamente d’accordo ritenuto che: Gela è il comune italiano in cui è nato, in cui ha rivestito la qualità di primo cittadino, che vanta una popolazione di circa 80.000 abitanti e per cui, il Presidente avrà certamente avuto l’onore e l’onere di conoscere qualche persona disabile! Magari qualcuno che ha bussato alla sua porta per chiedergli assistenza, per il riconoscimento di un diritto previsto dalla Costituzione!

Ed ancora: ciò su cui si dovrebbe indagare sono le ragioni connesse alla mancata fruizione da parte di alcuni distretti dei Progetti di “Vita Indipendente” oggi applicati in soltanto 15 ambiti territoriali come perfettamente  risulta dal D:D:320/s5del 1 marzo 2016.

Tra questi 15 ambiti territoriali il Distretto D1 capofila Agrigento non compare! Sarebbe bello capire perché non compare visto che i disabili nel distretto D1 esistono e, senza alcun dubbio, hanno diritto ad accedere ai Progetti di Vita Indipendente.

Tutto questo è incredibile, nel senso autentico del termine!

Indaghiamo, indaghiamo su tutto però!

Le persone disabili nascono tali, non per volontà propria, e la loro assistenza dev’essere obbligatoria e costituire il fine primario di ogni istituzione pubblica.


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