La replica, all’articolo pubblicato sul Giornale Di Sicilia il 28 febbraio 2017


La replica, all’articolo pubblicato sul Giornale Di Sicilia il 28 febbraio 2017 , della presidente della Associazione Amici di Agrigento e rappresentante del Movimento Noi Liberi, composto da 10 associazioni appartenenti alla provincia di Agrigento.

 

Da notizie pubblicate dagli organi di stampa si apprende che, secondo quanto indicato dall’ASP di Agrigento, i soggetti disabili gravissimi appartenenti al Distretto D1  – capofila comune di Agrigento – sarebbero 71 e non, invece, 323 come precedentemente indicato dalle amministrazioni competenti.

Se la cosa non fosse preoccupante ci sarebbe davvero da ridere!

E’ necessario far sapere  – all’opinione pubblica e ai nostri concittadini  – che tale dato non corrisponde alla realtà:  l’ ASP di Agrigento, in tempi non sospetti, aveva trasmesso al Comune di Agrigento l’elenco dei soggetti aventi diritto a godere del progetto gravissimi per l’anno 2015 –  indicando esattamente il 323 persone disabili gravissimi.

La qualificazione come “gravissimi” di tali soggetti disabili non avviene per gioco o grazie alla sorte; se i soggetti gravissimi erano 323 nel 2015 non sarebbe possibile identificarne  – a distanza di poco più di un anno –  252 in meno.

Un soggetto viene definito “disabile gravissimo” sulla scorta della certificazione medica afferente le patologie cui è affetto, cui segue la puntuale verifica ad opera dell’U.V.M., composta da personale medico indicato dall’ASP di Agrigento e da assistenti sociali  del comune di appartenenza del soggetto richiedente;

I criteri identificativi utilizzati dall’UVM, vale a dire le patologie, utili al fine di qualificare le persone disabili come gravissimi, erano stati indicati dalla stessa regione Sicilia, e segnatamente,  nella deliberazione della Giunta Regionale della n. 293 del 26 novembre 2015  allegato A pag. 2, definendo  destinatari del contributo  i soggetti disabili gravissimi , quali ad esempio: “…..Persone affette di gravi patologie cronico degenerative non reversibili , ivi inclusa la Sclerosi  Laterale Amiotrofica, gravissimi disabilità Psichiche multi patologiche, gravi cerebro lesioni, stati vegetativi, ecc…..”.

Ora, a parte i criteri qualificanti che la regione ha indicato alle Asp competenti e che, a quanto pare, si riserva eventualmente di modificare per restringere ulteriormente l’ambito di assistenza dovuta ai disabili gravissimi, è necessario fare chiarezza sulla definizione di persona disabile gravissima, vale a dire di persona non auto – sufficiente, incapace di compiere gli atti quotidiani della vita.

Tale condizione è attualmente riconosciuta ai soggetti beneficiari dell’indennità di accompagnamento,  i quali, dopo formale istanza depositata presso gli uffici Invalidi Civili, vengono esaminati e sottoposti a visita medica da parte dell’ASP di appartenenza per l’accertamento della predetta condizione; la certificazione rilasciata in quella sede sarebbe certamente da ritenere sufficiente per il disabile che dovrebbe  accedere ai servizi a favore delle persone non autosufficienti senza ulteriori adempimenti.

Allo stato ciò non è possibile: il disabile gravissimo, infatti, per godere dei servizi a lui destinati, è costretto a sottoporsi continuamente a visite mediche.

Ma proviamo a ragionare:  a cosa servono le certificazioni mediche  rilasciate dalla Commissione medica dell’ASP di appartenenza di ogno soggetto richiedente?

Accertata la disabilità di un soggetto, nonchè le sue condizioni gravi, al punto da riconoscergli l’indennità di accompagnamento, qual è il motivo per cui il disabile, per godere di qualsiasi  altro servizio di assistenza dev’essere sottoposto nuovamente a visita medica al fine di accertare la sussistenza delle patologie che la Regione, di volta in volta, individuerà?

Chiariamo un concetto molto semplice: un soggetto o può svolgere gli atti quotidiani della sua vita o non può farlo; se non può farlo è da qualificare quale soggetto disabile gravissimo! Tutto il resto non conta per una persona disabile, sono e resteranno solo chiacchere inutili!

La persona disabile nella nostra amata Sicilia è vittima di una specie di persecuzione, sicuramente non voluta nè cercata da nessuno, ma che va avanti da moltissimi anni ormai.

Ciò che sta accadendo però è davvero preoccupante: l’indagine che si sta sviluppando a Palazzo d’Orleans non vuole accertare abusi o verificare i dati trasmessi dai singoli comuni,  ma ha un fine fin troppo evidente: RESTRINGERE  – ancora – LA PLATEA DEI BENEFICIARI del fondo.

Tutto ciò fa molta paura, se consideriamo che su altri fronti i disabili subiscono discriminazioni che nessuno di lro dovrebbe mai subire

La Regione prevede il riconoscimento di un contributo economco al familiare CAREGIVER SOLO PER I  PAZIENTI  AFFETTI DA SLA, seconda il D.A 384 Serv. 5 del 24 febbraio 2015 , che definisce il CAREGIVER quale “ il referente familiare che si prende cura per più tempo dell’assistito, svolge una funzione di assistenza diretta alla persona , è coinvolto nella cura quotidiana dell’assistito. I pazienti dipendono fortemente dai loro caregiver senza i quali non potrebbero svolgere le minime attività di cura del proprio corpo come nutrirsi, lavarsi,cambiasi,mettersi a letto, alzarsie muoversi. Il sostegno economico al caregiver familiare , è necessario per incrementare le risorse economiche destinate ad assicurare la continuità dell’assistenza alla persona affetta da SLA. L’assegno di sostegno economico viene fissato in € 400 mensili , compatibilmente con il numeero degli aventi diritto e le risorse disponibili”.

Moltissime persone disabili vivono nelle stesse identiche condizioni, o addirittura peggiori, molti familiari svolgono una funzione di assistenza diretta alla persona disabile, ma per loro la Regione  non ha previsto nessun riconoscimento economico, solo perchè sono affette da altre patologie e non da SLA.

Tutto ciò è ingiusto, incomprenisbile e quindi va combattuto!

 


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